Energia solare: scoperto catalizzatore

Fino ad oggi, l’uomo non è riuscito a sfruttare l’abbondante energia proveniente dal sole; si consideri che un’ora di sole sarebbe sufficiente a soddisfare la domanda d’energia globale di un anno. Ma con l’invenzione del processo emulativo della fotosintesi, l’energia solare potrebbe essere sfruttata in abbondanza per il futuro; questo metodo era considerato, in precedenza, non efficiente ed antieconomico. Il pioniere di questa invenzione, il Professor Daniel Nocera, spera che il suo lavoro possa rivoluzionare il mondo di queste tecnologie per applicarle agli usi domestici.
 

È una convinzione basata su motivazioni scientifiche che le radiazioni solari, giunte sulla terra in un’ora, potrebbero essere sfruttate provvedendo all’attuale domanda mondiale energetica di un intero anno. Questa opinione è molto sostenuta da alcuni ricercatori, che si sono concentrati nello sviluppo di soluzioni per sfruttare le immense potenzialità del sole; così da fornire la terra di energia pulita e a basso costo. Ma l’incapacità di immagazzinare l’energia solare in abbondanza, ha sempre fatto di questa tecnologia una minoranza rispetto ai carburanti fossili e alle altre forme tradizionali.

Ma una scoperta rinnova le speranze; poiché un gruppo di ricercatori guidato da Daniel Nocera, professore di Energia al MIT, e Matthew Kanan, un borsista post-dottorato, hanno sviluppato una tecnologia nel laboratorio del Prof. Nocera. Che potrebbe portare allo sfruttamento delle grandi risorse d’energia solare.

Fino ad oggi, la conservazione dell’energia solare come tecnologia futura era considerato un processo antieconomico e inefficiente. Ma il processo di simulazione della fotosintesi, scoperto dai suddetti studiosi, ha riportato un barlume di speranza sull’efficacia di tale metodo. Come cita il Professor Nocera “Questo è il nirvana rispetto a tutto le speranze covate da anni. L’energia solare sembra non avere più limiti. Ora dobbiamo seriamente valorizzare l’illimitato potenziale che offre l’energia proveniente dal sole”.

Il processo artificiale di fotosintesi è basato sul principio di scissione della molecola dell’acqua, grazie all’uso dell’energia solare, in idrogeno ed ossigeno. La successiva ricombinazione di questi elementi, all’interno di una cella a combustione, produce elettricità per alimentare i vari dispositivi.

Viene posto un elettrodo in acqua, insieme con il metallo cobalto e una combinazione di fosfato che agisce come catalizzatore. L’elettricità, successivamente, è generata da una cella fotovoltaica. L’ossigeno è prodotto dall’acqua, mentre il cobalto e il fosfato continuano a formare un sottile strato sull’elettrodo. L’elettrodo è una bacchetta di platino sulla quale si potrà notare la formazione di idrogeno.

Questo tipo di reazione, che avviene anche a temperatura ambiente con acqua a Ph neutro, potrebbe non rimanere soltanto un esperimento di laboratorio; ma potrebbe riuscire anche nel mondo reale.

Tuttavia, le acque artificiali elettrolitiche attualmente disponibili non solo sono costose ma risultano complesse per le applicazioni estensive. Ma questa nuova innovazione contribuirà certamente allo sforzo dell’uomo di sfruttare il potenziale della natura, a favore della sostenibilità.

Il Professor Nocera è fiducioso sul fatto che entro un decennio questa invenzione rivoluzionerà la tecnologia per le applicazioni domestiche. Le celle fotovoltaiche di questo tipo renderanno realizzabile l’idea di una casa energeticamente indipendente. Un grande balzo verso questo obiettivo sicuramente è già stato fatto.